"Oggi il Presidente del Consiglio, come al solito, non era in Aula al processo per i diritti Mediaset.
I suoi avvocati hanno dichiarato che non si presentera' nemmeno alla prossima udienza, rinviata, quindi, per legittimo impedimento. Il Presidente del Consiglio ha scarsa considerazione sia della magistratura che del Parlamento. Infatti, non si presenta in nessuna delle due sedi poiché lo considera, evidentemente, una perdita di tempo.
Quando intervengo in Aula mi rivolgo a lui come al “signor Presidente del Consiglio che non c’è”; invito i giudici a fare altrettanto in tribunale dicendo: “signor imputato che non c’è”.
Una delle quattro più alte cariche dello Stato che non rispetta né le istituzioni né la giustizia è un Presidente del Consiglio che ha a noia la democrazia.
Vorrei allora ricordargli che agli italiani, invece, piace la democrazia e non hanno intenzione di rinunciare alle proprie libertà.
Reputo, contrariamente all’opinione della maggioranza e alle precisazioni del Presidente della Camera, che non ci sia da scongiurare alcun avvento di una “democrazia giudiziaria”.
C’è sì, e deve continuare ad esserci, una corrispondenza tra reato e processo che va difesa dalla discrezionalità della politica. Se commetti dieci reati sei chiamato a risponderne in dieci processi.
Dopo tutto il Presidente del Consiglio ha evitato molti dei procedimenti a suo carico, non tanto perché è stata accertata la sua estraneità ai fatti contestati, ma perché lui è intervenuto per alterare il corso della giustizia soggiogandola alla discrezionalità della politica!
La questione qui è un’altra: come può quest’uomo essere coinvolto in così tanti processi ed essere alla Presidenza del Consiglio?"
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