mercoledì, gennaio 20, 2010

Processo breve: il Paese dei barbari

Sonia Alfano scrive al Presidente della Repubblica sottolineando il "silenzio" nell'anniversario della morte del padre, Beppe Alfano ucciso dalla mafia perché faceva onestamente il suo lavoro, a fronte della lettera inviata ai familiari di Bettino Craxi. E molti di noi vorrebbero sapere il motivo di ciò. Perché le inopportunità e le mancanze di Napolitano sono gaffes agghiaccianti che danneggiano sempre più il Paese e lasciano trasparire per l'ennesima volta una "scelta di campo e di strategia" (in linea con il Governo, e a me pare molto poco involontaria) incoraggianti per l'Italia da bere, senza "luci" e piena di "ombre": La forzatura assurda della doppia "lettura" del Craxi uomo e il Craxi politico, come se l'uomo politico che prende tangenti (superando, tra l'altro, per voracità tutti gli altri) per distribuire appalti e favori non connotasse negativamente soprattutto il politico, è di una ipocrisia senza fine. In linea tempestiva col tutto è passato oggi al Senato il "Processo breve". Se dovesse arrivare indenne al Colle non è difficile immaginare che Napolitano questa legge la firmerà subito nonostante, come dice Lei Senatore Li Gotto, il parere contrario del Consiglio superiore della magistratura, il Consiglio nazionale forense, le camere penali e l'Associazione nazionale magistrati, per il gran danno che ne verrebbe ai cittadini e al Paese. Beppe Alfano e gli eroi vittime di mafia è bene che rimangano distanti e non celebrati da chi ha un metro di valutazione così "curioso". Molto meglio custoditi e celebrati nel cuore dei cittadini che li hanno apprezzati e pianti!! in attesa di tempi.... meno barbari e più.... onesti.

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